Archivio di maggio 2008

Riflessione Rapida #1

sabato 24 maggio 2008

In gita in Abruzzo ero nel letto, insieme ad un mio amico, stavo leggendo un libro. La stanchezza si faceva sentire, così, appoggiato sul comodino l’oggetto della mia lettura, mi stesi su di un fianco e chiusi gli occhi. Non volevo dormire, ma soltanto rilassarmi un attimo. Volevo rimanere sveglio ancora un po’, a riflettere su ciò che era accaduto durante il giorno.

Stavo leggendo un libro, sotto le coperte. Accanto a me leggeva anche Lorenzo. Chiudevo gli occhi.

Apro gli occhi, fuori dalla finestra, la luce dell’alba. A quanto pare, stavo sognando di essere sveglio.

È pazzesco come il fisico abbia complottato con la mente per farmi credere di avere ancora gli occhi aperti, quando invece stavo già “ricaricandomi le batterie”.

La morte potrebbe essere un po’ così. Pensiamo di essere ancora vivi ed invece magari siamo già tutti sepolti. Beh, da un certo punto di vista, effettivamente è così.

È finita.

mercoledì 7 maggio 2008

Si. Dopo un anno, dieci mesi e otto giorni. Non ci posso ancora credere. Eppure è così. Qualche giorno fa, dopo un pomeriggio passato insieme, fra alti e bassi, ricevo la telefonata più terribile che ho ricevuto fino ad ora. Si, mi ha lasciato per telefono. La storia mia e di Cami è ufficialmente finita.

Ho pianto, tanto. Ho abbracciato mia mamma forte, come non avevo più fatto da anni. Poi il giorno dopo, il mio cervello ha iniziato ad elaborare lo schock (come si scrive, ancora, non l’ho capito). E già alle dieci di mattina stavo meglio. Almeno fuori.

Teso, ero a pezzi ma un sorriso in superficie,
nascondeva i segni d’ogni cicatrice, nessun dettaglio che nel rivederti
potesse svelare quanto c’ero stato male.”

Una canzone di Raf, di non troppo tempo fa. Sembra scritta per me. Identica, riga per riga, la mia storia e quella del protagonista. Unica differenza: non so più se ti amo o no, va sostituita con io… ti vedo solo come un’amico.

E forse, anche il nostro amore è da ritenersi infinito. Certo, citando Freud, sarebbe meglio parlare di amore inibito nella meta. Niente amarsi, niente baci, niente di carnale. Lunedì mi ha richiamato, le ho proposto di uscire insieme e abbiamo deciso per venerdì.

In fondo è giusto così. Le cose belle devono terminare. Almeno così dicono.

Non è giusto.