Archivio di ottobre 2008

Il Divoratore

domenica 26 ottobre 2008

Qualche giorno fa è uscito un nuovo libro, di un’autrice giovanissima, Lorenza Ghinelli. Avete presente un libro che cominciate quasi per scherzo, perchè ve lo consigliano o perchè siete attratti dalla copertina, senza troppe aspettative, e che poi concludete dicendo: “Bello.”, un libro che vi ha fatto emozionare sul serio? Bene, ecco il libro che ho appena concluso. Dicendo: “spettacolare”. Il Divoratore.

Immaginatevi un mosaico in cui tutti i tasselli sono perfettamente incastrati, i colori brillanti, la luce riflessa nel modo giusto. Questo è “Il Divoratore”. La storia è troppo intricata per essere spiegata in poche parole, ed il genere troppo sfumato per essere definito in maniera univoca. Per cui lascio parlare l’autrice:

l Divoratore è una favola nera che racconta l’inferno quotidiano e le battaglie per sopravvivergli. è una storia di omicidi, di rimozioni, di violenza ma anche di fratellanza, di amore e di coraggio. Fratellanza amore e coraggio non sono certo cose normali, le si incontra di rado. E questo lo concedo.
Il Divoratore è una storia vera. Umana. E questo basta.

Per quanto riguarda l’autrice, l’ho conosciuta di persona: infatti è la sorella di una mia compagna di scuola! Ed il romanzo è proprio ambientato a Rimini. Proprio per questo inizialmente avevo preso il libro “con le pinze” per evitare di lasciarmi influenzare nel giudizio. Ed invece sono rimasto letteralmente assorbito dalla storia.

Non guardarlo, non cercarlo. Se ti vede tu gli credi! SE GLI CREDI LUI TI VEDEEEE!

Prince of Persia ed una pagina per Sega Saturn

mercoledì 22 ottobre 2008

Ebbene, dopo qualche casino scolastico, eccomi di nuovo qui. Innanzitutto, è da un po’ che gioco a Prince of Persia: Spirito Guerriero. Trovato a 9.90€, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione: già parecchi amici mi avevano consigliato questa saga, e ricordo che Lori ci giocava sulla PlayStation 2 quando erano usciti i vari episodi.

A dire il vero, forse avrei dovuto cominciare la mia avventura da Sabbie del Tempo, il primo capitolo, però questo mi ispirava particolarmente, ed eccomi qui a parlarvene.

Il gioco è dal punto di vista tecnico ben realizzato, a parte qualche bug e la (terribile) mancanza della possibilità di attivare i vari filtri, non aggirabile neanche dal pannello di controlla Nvidia. La storia è da subito molto intrigante, e le ambientazioni da sogno. I personaggi non giocanti veramente attraenti e i nemici sadici… che dire! Spettacolari!

La musica è molto bella, ma non sempre parte e finisce al momento giusto, mentre una nota negativa è sicuramente da dare al doppiaggio italiano: Gabriel Garko sarà anche famoso, ma non sa parlare. E non si può neanche settare come lingua audio l’inglese, a meno che non si reinstalli il gioco.

Riguardo a questo gioco, c’è anche una piccola curiosità da dire. Molto tempo fa, mia cugina mi diede un floppy con il primissimo Prince of Persia per DOS. Non funzionò mai sul mio adorato Pentium II… Chissà se da qualche parte in casa non ci sia ancora… Mistero!

Passiamo ora alla seconda parte dell’articolo: ho fatto una piccola pagina per la mia prima, odiata ed amata console, il Sega Saturn. Potete raggiungerla qui, ancora non c’è molto, ma aggiungerò presto nuove info e nuove foto.

Vi chiederete, perchè amata ed odiata? Per un motivo molto semplice: all’epoca avevo solo 6 anni, e tutti i miei amici avevano il vecchio Super Nintendo. E ovviamente parlavano di quello. Io avevo una delle console che oggi amo di più e che trovo più affascinanti. E non ne ero minimamente contento. Questo si vede benissimo nella limitatissima libreria di software: ho solo otto giochi, ma fra questi c’è… beh, proprio lui. Tomb Raider.

E non aggiungo altro.

Scuola.

mercoledì 8 ottobre 2008

È molto che non aggiorno più questo mio blog. Il motivo è piuttosto semplice ed ha un nome chiaro ed altrettanto semplice. Scuola.

Perchè? Perchè quest’anno è evidente che i prof hanno deciso di darci dentro, sul serio. E perchè devo ammettere di trovare fin troppe difficoltà nel concentrarmi e anche nella semplice organizzazione della vita quotidiana.

Ecco una mia giornata tipo in questi giorni.
Ore 6:20, sveglia;
Ore 7:00, autobus con ripassata della materia più pesante del giorno;
Ore 7:45, arrivo a scuola;
Ore 8:00, inizio delle lezioni;
Ore 13:00, fine delle lezioni;
Ore 13:30-13:40, sono a casa, in uno stato di semi-coma;
Ore 15:00, tentativo di risveglio dal precedente stato comatoso, ed inzio dello studio;
Ore 19:00, cena;
Ore 20:00, ripassino veloce, preparazione della cartella;
Dalle 20:15 a quando non crollo di stanchezza, ho del tempo libero da dedicarmi.

Ricapitolando e riassumendo, passo ben 14 ore (dalle sei di mattina alle otto di sera) in attività relative alla scuola. È normale?

Direi proprio di no. Io non sono una persona ossessionata dal voto, voglio solo riuscire ad arrivare alla fine dell’anno con una media discreta che mi faccia predere un minimo di crediti utili all’esame di Stato.

Ma passiamo a cose ben più interessanti. È arrivata Mon!

Chi è Mon? Viene dalla Cina, starà qui un anno e non conosce l’italiano, infatti parla solo inglese. È una studentessa venuta qua con Intercultura, lo stesso programma di scambi che ha permesso ad Alessandra di andare in Russia.

Ed è una specie di raggio di sole nel buio di questi giorni. È simpaticissima, positiva e molto intelligente, e ho deciso di aiutarla con tutte le mie risorse, perchè è un occasione che non mi posso assolutamente lasciare sfuggire per conoscere una cultura così lontana dalla nostra, e che non avrei più modo di “vivere” in questo modo.

Purtroppo il tempo è quello che è, e fuori dall’orario scolastico non possiamo vederci molto spesso, ma con Giulia e Serena siamo andati ad un concerto e, solo con la prima e con il “fratello adottivo” di Mon, siamo andati a mangiare al ristorante cinese “all together”.

Bene, ora mi si chiudono veramente gli occhi, e tocca andare. E anche se sono molto stanco, sono felice. Perchè?

Boh.